L’Italia firma l’Accordo Quadro sulla sicurezza sociale relativo al lavoro remoto transfrontaliero

Il 28 dicembre 2023 l’Italia ha firmato l’Accordo Quadro sulla sicurezza sociale relativo al lavoro remoto transfrontaliero nell’ambito dell’UE, dell’EEA e della Svizzera con effetto dal 1° gennaio 2024.

Questo accordo riguarda il tema della copertura previdenziale in caso di lavoro a distanza transfrontaliero abituale, in base all’articolo 16 (1) del Regolamento (CE) n. 883/2004. Il principale obiettivo dell’accordo è stabilire criteri e regole chiare per determinare quale legislazione sulla sicurezza sociale si applichi ai lavoratori dipendenti che svolgono lavoro remoto transfrontaliero, lavorando in un paese diverso da quello del loro datore di lavoro.

L’Accordo Quadro, che consente agli Stati membri di creare regole specifiche per i lavoratori a distanza, garantendo flessibilità nelle modalità di lavoro a distanza senza modificare la legislazione sulla sicurezza sociale applicabile, si applica ai dipendenti che lavorano in remoto in un paese diverso dalla sede e dalla residenza del loro datore di lavoro, a condizione che il lavoro a distanza transfrontaliero nel paese di residenza del lavoratore sia inferiore al 50% del suo tempo di lavoro totale. L’Accordo Quadro non si applica ai lavoratori autonomi e a coloro che svolgono attività non qualificabili come lavoro a distanza transfrontaliero.

L’Accodo Quadro delinea anche la procedura per la richiesta del modulo A1, che consente il mantenimento della contribuzione previdenziale nel Paese del datore di lavoro. Le richieste retroattive non sono contemplate, a meno che non siano soddisfatte condizioni specifiche, e il modulo A1 può essere richiesto per un massimo di 3 anni con possibili estensioni.

Ad oggi, diversi paesi dell’UE hanno firmato l’Accordo Quadro, tra cui Austria, Belgio, Croazia, Repubblica Ceca, Finlandia, Francia, Germania, Italia, Liechtenstein, Lussemburgo, Malta, Norvegia, Polonia, Portogallo, Spagna, Svezia, Paesi Bassi, Repubblica Slovena e Repubblica Slovacca.

Il Servizio Pubblico Federale del Belgio ha messo a disposizione un’utile pagina web dove è possibile trovare l’elenco aggiornato dei Paesi aderenti e le copie esecutive dei documenti di adesione.